Gavorrano e dintorni
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Un insieme di borghi e luoghi storici che testimoniano il passato minerario e culturale della Maremma.
Gavorrano
Capoluogo di uno dei più estesi comuni della provincia di Grosseto, il castello è documentato dal 1164. Passato dai Conti di Mangona ai Pannocchieschi, poi a Siena e infine al Granducato di Toscana, conserva una cinta muraria ellittica del XIII-XIV secolo e i resti del Cassero nell’area più elevata. La Chiesa di San Giuliano custodisce una pregevole Madonna con Bambino di Giovanni d’Agostino, capomastro del Duomo di Siena. Il Palazzo Comunale ha una facciata ottocentesca neoclassica. Dalla Porta di Sotto il panorama spazia fino al mare, abbracciando il complesso minerario del Pozzo Roma e il Teatro delle Rocce.
Caldana
Borgo fortificato documentato dal 940, il cui nome richiama antiche sorgenti calde. Acquistato nel 1558 dagli Agostini di Siena, fu trasformato con un impianto rinascimentale ispirato alla “città ideale”. La Chiesa di San Biagio presenta una delle più belle facciate della Maremma, attribuita all’ingegnere militare Lorenzo Pomarelli, con all’interno un affresco di Nasini e un fonte battesimale in “marmo rosso” locale. Il castello conserva la forma quadrangolare con bastioni angolari di rappresentanza. Fra le curiosità, l’antico gioco della “Palla a mandà”, praticato fino agli anni Cinquanta.
Ravi
Uno dei borghi più antichi del territorio, documentato dal 783. Passato dall’Abbazia di Sestinga agli Aldobrandeschi e ai Pannocchieschi, conserva un castello di forma circolare con l’intero circuito murario ancora leggibile e un edificio a scarpa identificato come il cassero. La Chiesa di San Leonardo, presumibilmente quattrocentesca, ha un interno a navata unica con cappelle laterali e una facciata con elementi classici.
Giuncarico
Documentato dal 772, è citato nell’XI secolo come curtis fortificata dell’Abbazia di Sestinga. Passato agli Aldobrandeschi e ai Pannocchieschi, la sua presa è raffigurata in un affresco nella Sala del Mappamondo di Siena, forse di Duccio di Buoninsegna. Il castello nasce da un nucleo circolare con tre porte, tra cui quella di levante sormontata dalla torre-campanile della Chiesa di Sant’Egidio, edificio quattrocentesco con archi decorati a conci bianco-neri. Lungo la strada de Le Case si trova l’Oratorio di San Bernardino del 1892.