Descrizione
Oggi, 27 gennaio 2026, ricorre l'81° anniversario del giorno in cui le truppe russe varcarono i cancelli di Auschwitz: trovarono oltre 7.000 prigionieri allo stremo delle forze, ma ancora in vita.
Auschwitz e la giornata del 27 gennaio sono diventati il simbolo dell'olocausto, un evento che ha travolto e sterminato ebrei, rom, omosessuali, disabili fisici e mentali.
Questa giornata è stata istituita per ricordare le vittime dell’Olocausto e per riflettere sulle responsabilità individuali e collettive che hanno reso possibile una delle pagine più buie della storia dell’umanità.
Ma anche oggi, in diverse parti del mondo, assistiamo a guerre, stermini, persecuzioni, violenze contro civili, negazione dei diritti fondamentali e alla diffusione di linguaggi d’odio che disumanizzano l’altro. Segnali che richiamano con forza la necessità di non abbassare mai la guardia.
Come ammoniva Primo Levi:
“Auschwitz è fuori di noi, ma è intorno a noi, è nell’aria.
La peste si è spenta, ma l’infezione serpeggia: sarebbe sciocco negarlo. Se ne descrivono i segni: il disconoscimento della solidarietà umana, l’indifferenza ottusa o cinica per il dolore altrui, l’abdicazione dell’intelletto e del senso morale davanti al principio d’autorità, e principalmente, alla radice di tutto, una marea di viltà, una viltà abissale, in maschera di virtù guerriera, di amor patrio e di fedeltà a un’idea.”
La Memoria è un dovere civile. Ma, citando ancora Primo Levi: perché la memoria del male non riesce a cambiare l’umanità?